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    Il principio

    La necessità di identificare le persone correttamente ed irrevocabilmente esiste da molto tempo. L'autorizzazione ad entrare in un edificio, ad aprire un armadietto, a varcare un confine, a prelevare denaro da una banca etc. è sempre collegata all'identità di una persona. È perciò necessario dimostrare tale identità in un modo o nell'altro. Definiamo questa procedura Verifica. Una persona sostiene di essere autorizzata o di avere una determinata identità e ciò deve essere verificato. È un problema noto alla polizia, per esempio con persone che presentano una carta d'identità sospetta. Tuttavia, la polizia si trova spesso di fronte ad un altro tipo di problema: chi è la persona che ha lasciato una determinata traccia, per esempio un'impronta digitale, oppure chi è questo cadavere. In questo caso si ricerca l'identità di una persona sconosciuta, facciamo quindi una Identificazione. Gli specialisti della Biometria utilizzano l'espressione uno a uno quando si tratta di verifica, oppure uno a tanti quando si tratta di identificazione. Il testo che segue tratta essenzialmente di verifica che è il caso più comune in ambienti non legati all'applicazione della legge.

    Cenni storici biometria

    Probabilmente la più antica attestazione di identità e di autorizzazione basata su mezzi tecnici, e non sul riconoscimento personale, è la chiave meccanica.
    In questo caso l’attestazione di identità si basa sul possesso. Tutte le card in plastica leggibili (con sistemi di memorizzazione dati magnetici, elettrici o ottici) sono esempi della stessa categoria.
    Tali metodi di attestazione di autorizzazione hanno raggiunto un livello tecnico elevato ed alcuni di loro sono molto difficili da copiare o da falsificare.
    Presentano tuttavia uno svantaggio intrinseco: il sistema tecnico è in grado di verificare l’identità e quindi l’autorizzazione della carta o della chiave ma non l’identità del portatore.
    In altre parole: la card o la chiave in proprio possesso possono essere rubate, perdute o cedute a persone non autorizzate.
    Sistemi basati sulla conoscenza anzichè sul possesso hanno il fine di evitare questo problema.
    La password rappresenta la prima forma di questo tipo di identificazione.
    Di recente tali metodi sono stati automatizzati mediante l’utilizzo di password di accesso a computer o di codici ID.
    Non è quindi possibile un uso improprio in seguito a furto ma è pur sempre possibile che qualcuno acquisisca in qualche modo tali informazioni e ne faccia poi un cattivo uso.
    Malgrado tutte le avvertenze, un certo numero di utenti annota, per fare un esempio, il codice ID delle proprie carte di credito, e questo ne riduce il valore di sicurezza a zero.
    La combinazione di possesso e sistemi di conoscenza riduce ulteriormente la possibilità di un utilizzo improprio, ma non elimina il problema principale ovvero che il portatore non è inconfutabilmente identificato.
    L’unico mezzo per poter identificare una persona inconfutabilmente è quello di riconoscerne automaticamente le caratteristiche personali.
    Queste sono definite caratteristiche biometriche e la tecnologia alla base di tale identificazione è chiamata Biometria.
    Esistono molte caratteristiche biometriche che possono essere rilevate. Alcune di queste sono riscontrabili in forma scritta in qualsiasi passaporto.
    Tuttavia, la rilevazione automatizzata ed il confronto automatizzato con dati immagazzinati in precedenza prevede che le caratteristiche biometriche possiedano le seguenti proprietà:
    Invariabilità delle proprietà. Devono essere costanti per un lungo periodo di tempo.
    Misurabilità. Le proprietà devono essere tali da poter essere rilevate senza tempi di attesa e altre complicazioni.
    Singolarità. Le caratteristiche devono avere proprietà sufficientemente uniche tali da permettere di distinguere una persona da qualsiasi altra.
    Accettabilità. L’acquisizione di tali caratteristiche deve essere possibile in un modo accettabile da un’ampia percentuale della popolazione.
    Sono escluse tecnologie particolarmente invasive, ossia tecnologie che prevedano l’asportazione di una parte del corpo umano o che ne determinino una evidente menomazione.
    Riducibilità. I dati acquisiti devono poter essere ridotti ad un file di facile gestione.
    Affidabilità. Il procedimento deve garantire un grado elevato di affidabilità e di riproducibilità.
    Privacy. Il procedimento non deve violare la privacy della persona.

    Acquisizione delle caratteristiche biometriche (sensori)

    Il metodo di acquisizione più diffuso oggi è quello ottico.
    Nelle maggior parte dei casi, vengono utilizzate telecamere CCD miniaturizzate che rilevano luce visibile o a infrarossi.
    Il tipo di strumentazione ottica dipende dalla proprietà biometrica rilevata.
    Il rilevamento delle impronte digitali prevede il posizionamento del dito su di un prisma mentre l’illuminazione è distribuita in modo tale da riflettere la luce nella sua interezza sulla superficie di posizionamento fatta eccezione per quei punti dove la pelle tocca la superficie di appoggio (riflessione modificata).
    La geometria della mano utilizza due telecamere alfine di rilevare le dimensioni delle dita e della mano che è posizionata su di una piastra metallica e adeguatamente illuminata.
    L’acquisizione delle proprietà della retina utilizza un raggio di luce che effettua la scansione della retina. I raggi riflessi producono un’immagine in intensità della struttura della retina rilevata.
    L’acquisizione delle proprietà dell’iride funziona in modo simile a quella della retina.
    Il riconoscimento del volto acquisisce un’immagine del volto con una telecamera, a luce visibile o a infrarossi, ed elabora l’immagine per ottenere determinati criteri.
    I metodi più recenti, in particolare l’acquisizione delle impronte digitali, tentano di allontanarsi dal rilevamento ottico che necessita di un modulo ottico e quindi limita la miniaturizzazione. Tali metodi utilizzano la temperatura, la pressione e/o la capacità.
    La capacità in particolare sembra essere promettente in quanto può essere misurata con un chip in silicio miniaturizzato.
    Non appena questi metodi otterranno precisione, stabilità ed un costo ridotto, andranno probabilmente ad integrare, se non a sostituire, i metodi ottici esistenti.
    L’acquisizione della firma utilizza una tavoletta sensibile alla pressione oppure rileva la posizione della penna con sistemi ultrasonici o elettrici.
    Il riconoscimento vocale necessita semplicemente di un microfono di qualità sufficiente.

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